Difendi il tuo mondo digitale con la cybersecurity 

La presenza online è diventata vitale per le aziende di ogni settore e per questo motivo è sempre più necessario e urgente che queste si proteggano dall’esposizione al rischio di minacce informatiche. Questo vale sia per le realtà grandi, sia per quelle medio piccole. 

Le minacce informatiche rappresentano infatti un pericolo concreto, basti pensare al danno economico che la violazione dei dati può provocare ad un’azienda: danni di reputazione, interruzione delle attività, sanzioni legali, furto di dati sensibili giusto per fare qualche esempio. Gli attacchi informatici possono poi minare la fiducia di clienti e partner, con un impatto negativo sul business a lungo termine.


Una priorità per le aziende  

La cybersecurity, detta anche sicurezza informatica, è l’insieme dei mezzi, delle tecnologie, delle procedure implementate per proteggere i sistemi informatici di un’azienda da eventuali attacchi digitali come ad esempio: accessi non autorizzati, furti, danni o interruzioni del servizio. 

Potremmo quasi definirla una sorta di “fortezza digitale” che difende le informazioni da chi ha l’intenzione di rubarle, danneggiarle o interromperne il funzionamento. 

L’obiettivo della cybersecurity è dunque quello di salvaguardare la confidenzialità, l’integrità e la disponibilità dei dati aziendali, che siano essi archiviati su computer, server, dispositivi mobili oppure nel cloud.

5 buoni motivi per cui la cybersecurity è importante

In questo blog scopriremo 5 buoni motivi per cui la cybersecurity deve essere una priorità all’interno delle aziende: 

  1. Per proteggere i dati sensibili: le aziende raccolgono e archiviano una grande quantità di dati sensibili, come ad esempio dati finanziari e informazioni sui clienti. Si tratta di dati molto ambiti dagli hacker, che potrebbero “rubarli” per scopi dannosi come il furto d’identità, la frode finanziaria o il ricatto. Una violazione dei dati può quindi avere un impatto devastante sulla reputazione di un’azienda e causare anche perdite finanziarie significative. 
  2. Per adeguarsi alle normative: è importante che le aziende implementino le misure di sicurezza necessarie per adeguarsi alle norme in materia di cybersicurezza, al fine di garantire un livello elevato di tutela del patrimonio informatico aziendale e del prodotto con elementi digitali. 
  3. Per garantire la continuità operativa: un attacco informatico può causare l’interruzione dei sistemi informatici di un’azienda con conseguenti perdite di termini di produzione, tempi di inattività e dunque mancati guadagni. 
  4. Per proteggere la reputazione: una violazione dei dati o un attacco informatico possono danneggiare gravemente la reputazione di un’azienda. I clienti potrebbero perdere la fiducia e rivolgersi ad un concorrente. 
  5. Per mantenere un vantaggio competitivo: investire nella sicurezza informatica significa proteggersi meglio dalle minacce informatiche e mantenere un vantaggio competitivo rispetto ai competitors. Del resto, provate a pensarci: vi fidereste di più di un’azienda che prende sul serio il tema della sicurezza informatica oppure di una che non ha la minima idea di cosa sia? 

Perchè si parla tanto di cybersecurity

Oggi si parla sempre di più di cybersecurity per diverse ragioni:

  • Sono aumentate le minacce informatiche.
  • Facciamo affidamento sulle tecnologie digitali per ogni aspetto della nostra vita e questo ci rende più vulnerabili agli attacchi informatici.
  • L’intelligenza artificiale crea nuove sfide per la cybersecurity perché potrebbe essere sfruttata dagli hacker al fine di lanciare attacchi più sofisticati.
  • C’è più consapevolezza dei rischi che un attacco informatico può portare.

Foto di Pete Linforth da Pixabay


Le principali minacce informatiche

Tra le principali minacce informatiche troviamo:

  • attacchi di Phishing: è il tipo di attacco informatico più diffuso e consiste nella prassi di inviare e-mail fraudolente come se provenissero da da fonti affidabili. L’obiettivo è quello di sottrarre dati sensibili come i numeri delle carte di credito e le informazioni di accesso. 
  • Ransomware: un tipo di software progettato per estorcere denaro bloccando l’accesso ai file o al sistema informatico, fino al pagamento del riscatto.
  • Malware: un tipo di software progettato per ottenere un accesso non autorizzato o per causare danni a un computer. 
  • Social engineering: è una tattica che gli hacker utilizzano, associandola ad una qualsiasi delle minacce sopra elencate, per indurre l’utente a rivelare informazioni sensibili, richiedendo un pagamento in denaro oppure ottenere l’accesso ai dati riservati.

Il quadro normativo sulla cybersecurity (in continua evoluzione) 

Gli interessi nazionali nel cyberspazio sono tutelati dall’ACN, l’Autorità nazionale per la cybersicurezza istituita con il D.L. 14 giugno 2021, n. 82: tra i suoi principali compiti c’è l’attuazione della Strategia Nazionale di Cybersicurezza, adottata dal Presidente del Consiglio, che contiene gli obiettivi da perseguire entro il 2026.

Il 10 giugno 2024 è stato approvato, da parte del Consiglio dei Ministri, il decreto di recepimento della direttiva NIS 2 (Network and Information Security Directive 2) dell’Unione Europea, entrata in vigore nel 2023 come aggiornamento delle norme UE in materia di cibersicurezza.

La direttiva NIS 2 prevede misure giuridiche per rafforzare il livello generale di cibersicurezza nell’UE garantendo:

  • la preparazione degli Stati membri, che devono essere equipaggiati nel modo giusto ad esempio con un team di risposta agli incidenti di sicurezza informatica;
  • la cooperazione tra tutti gli Stati membri;
  • una cultura della sicurezza in tutti i settori vitali per la nostra economia e società e che dipendono fortemente dalle tecnologie dell’informazione e della comunicazione.


Le misure dello schema di decreto legislativo per recepire la Direttiva NIS includono: una Strategia Nazionale di Cybersicurezza, la definizione di soggetti critici e obblighi specifici per soggetti essenziali e importanti. Il decreto allinea gli standard italiani a quelli europei. 


Un settore in forte espansione

La crescente consapevolezza dei rischi informatici e la complessità degli ambienti IT aziendali hanno generato una domanda crescente di professionisti qualificati nel settore della cybersecurity.

Integrare un approccio strategico alla sicurezza informatica all’interno della propria azienda è quindi fondamentale per proteggere il business dalle minacce in continua evoluzione e per costruire un futuro digitale solido e duraturo.

La cybersecurity non rappresenta quindi è un costo per un’azienda, quanto piuttosto un investimento. E in un mondo sempre più interconnesso è diventata una componente essenziale per il business.


Lo sapevi che? Qualche dato sul cybercrime 

Il 2023, secondo i dati del Rapporto Clusit 2024 sulla sicurezza ICT in Italia, registra un +12% sul 2022 di incidenti di sicurezza gravi, considerati quindi critici; la forte crescita numerica rispetto al 2022 evidenzia il potenziale rischio a cui le aziende sono esposte. In questo contesto, il nostro Paese appare sempre più nel mirino dei cyber criminali: lo scorso anno in Italia è andato a segno l’11% degli attacchi gravi globali mappati dal Clusit (era il 7,6% nel 2022), per un totale di 310 attacchi, dato che marca una crescita del 65% rispetto al 2022. Oltre la metà degli attacchi – il 56% – ha avuto conseguenze di gravità critica o elevata. Con uno sguardo agli ultimi cinque anni, emerge inoltre che oltre il 47% degli attacchi totali censiti in Italia dal 2019 si è verificato nel 2023.

“Se poi andiamo agli investimenti in cybersicurezza possiamo constatare come nel 2023 l’Italia ha speso 2,149 miliardi di euro pari a circa 0,12% del PIL ma sappiamo anche che Paesi europei confrontabili come la Francia e la Germania spendono il doppio per non parlare di nazioni come gli USA che spendono lo 0,3% del PIL. Si tratta di differenze immense che incidono sulla efficacia complessiva delle misure adottate a protezione dei sistemi”.

Gabriele Faggioli Presidente CLUSI 

Il rapporto fornisce dati anche in merito alla distribuzione delle vittime per categoria, mettendo il manifatturiero, nel 2023, al secondo posto dopo la Pubblica Amministrazione, come settore merceologico che nel nostro Paese ha subito il maggior numero di attacchi. 

E’ evidente come come la sicurezza del dato e dell’uso che se ne fa, oltre che della sua protezione, debba rappresentare una priorità per le aziende e come sia necessario implementare all’interno delle stesse una strategia efficace di data governance per difendersi dall’aumentato rischio di attacchi informatici anche gravi. 

Secondo i dati della Cyber Academy di Unimore, “nell’ultimo anno, a livello globale, è stato riscontrato il record negativo degli attacchi informatici, soprattutto di quelli ad alto impatto, con effetti anche a livello politico e geopolitico, oltre che economico”. Parallelamente, si legge sul sito web dell’Academy, “il mercato della sicurezza digitale è in continua espansione, ed è in costante aumento anche la domanda di esperti e specialisti dotati delle necessarie competenze cyber security e di una valida formazione multidisciplinare”.

Tutti gli anni a Milano si tiene il Wired Next Fest 2024, il più importante festival gratuito dedicato a innovazione, tecnologia, scienza e cultura, la piazza dove tecnologi, scienziati, imprenditori, economisti, politici, intellettuali e artisti si incontrano per discutere dell’impatto delle tecnologie digitali – in particolare dell’intelligenza artificiale.

All’ultima edizione è intervenuta anche Nunzia Ciardi Vice Direttore Generale dell’Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale, che ha sottolineato come l’IA possa essere “un’arma potente per i cybercriminali ma anche un prezioso alleato per la difesa, grazie alla sua capacità di analizzare grandi quantità di dati e predire e intercettare precocemente minacce”.
La Ciardi ha aggiunto che “La cybersicurezza deve appartenere a ciascuno di noi. Ognuno di noi gestisce una quota di quella sicurezza”. Infine, il Vice Direttore ha rimarcato la necessità di sviluppare un’IA addestrata in italiano e che includa la nostra cultura nonché l’urgenza di formare nuovi professionisti nel settore, puntando soprattutto sui giovani e sulle donne.

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